DONARE GLI ORGANI: UNA SCELTA IN COMUNE

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Donare gli organi: una scelta in Comune

 

 

 

 

Il 5 settembre la Giunta Regionale ha approvato il protocollo d’intesa per la realizzazione, in collaborazione con Enti partner, del programma “Donare gli organi: una scelta in Comune” che prevede una serie di iniziative, finalizzate a promuovere e facilitare la raccolta dell’espressione della volontà dei cittadini in merito alla donazione di organi e tessuti.


Al momento della richiesta di rilascio o di rinnovo della Carta d’identità presso gli uffici dell’anagrafe dei Comuni lombardi, ai cittadini maggiorenni sarà offerta la possibilità di esprimere e far registrare la propria volontà nel registro nazionale, presso l’Istituto Superiore di Sanità, attraverso la compilazione di un semplice modulo.

Con questa iniziativa, già attuata in alcune realtà, si intende non solo rendere più semplice e comodo per i cittadini l’espressione di volontà, ma anche stimolare l’attenzione su questo tema così importante e delicato e fare emergere lo spirito di solidarietà e di generosità, troppo spesso inespresso.


Questa può anche essere l’occasione per chiarire i dubbi relativi a concetti non semplici, come quello del prelievo a cuore battente e della morte accertata con criteri neurologici e smontare alcuni falsi pregiudizi. Occorre ribadire che l’attività di prelievo ha due capisaldi: la certezza della morte del donatore e il rispetto della volontà della persona.


Ricordiamo che in Italia di atto non esiste il silenzio-assenso: se non vi è stata una esplicita manifestazione di volontà in vita, adeguatamente documentata (sia essa favorevole o contraria), la decisione sulla donazione dopo la morte è affidata ai famigliari, in un momento particolarmente triste e drammatico, quando non è facile prendere decisioni delicate e condivise.


Anche per questo si devono registrare ancora molti casi di non consenso (“opposizione”) alla donazione, che rendono ovviamente impossibile il prelievo e quindi il trapianto: il tasso di opposizione in Lombardia è stato nel 2013 del 26% e ciò ha comportato la mancata effettuazione di 250-300 trapianti.


Attualmente nel nostro paese solo un milione e mezzo circa di persone ha manifestato la propria volontà, nella stragrande maggioranza favorevole, attraverso le ASL o, prevalentemente, attraverso l’iscrizione all’AIDO.

 

 

Questa dichiarazione è registrata nel Sistema Informativo Trapianti (SIT) presso l’Istituto Superiore di Sanità, consultabile solo dagli addetti al lavori in caso di morte della persona e quando esistono le condizioni per una possibile donazione di organi e tessuti.


Giova ricordare che il trapianto di organi è la migliore se non l’unica cura disponibile in molte malattie, spesso salvavita, come per esempio nel caso del polmone, del cuore, del fegato, ma ugualmente importantissima come il trapianto di rene per i pazienti in dialisi.

I risultati clinici sono veramente buoni, sia in termini di sopravvivenza sia di qualità di vita, comparabili con quelli osservati a livello internazionale, a conferma del livello di eccellenza del nostro sistema, che garantisce trasparenza del processo, equità nelle opportunità di accesso e completa gratuità.


In Italia si eseguono oltre 1500 trapianti ogni anno, ma i pazienti in lista d’attesa sono quasi 9.000 e i tempi di attesa in lista devono essere abbreviati. L’aumentare le possibilità di donazione anche attraverso il contenimento delle opposizioni contribuisce a migliorare questa situazione.


A mano a mano che i Comuni decidono di attivare la procedura verrà aggiornato il loro sistema informativo di anagrafe per consentire la registrazione della volontà e la trasmissione al SIT nel rispetto della riservatezza e protezione del dato.


Al momento della richiesta di rilascio o rinnovo della carta d’identità, ai maggiorenni verrà offerta la possibilità di esprimere e far registrare la propria volontà con la sottoscrizione di un modulo.


Gli addetti all’anagrafe hanno un ruolo cruciale nel loro rapporto con i cittadini, presentando loro questa opportunità. Pertanto saranno organizzati momenti di formazione, per metterli in grado di affrontare questo nuovo compito e rispondere, nei limiti delle loro competenze, alle domande dei cittadini e indicare le fonti di approfondimento.


Se il cittadino ritiene di non esprimere alcuna volontà (non accetta il modulo o non lo rende) non verrà ovviamente registrato nulla nel SIT, mentre il documento verrà rilasciato ugualmente.


Non verrà trascritto nulla sul documento, nel rispetto dell’attuale normativa.


In qualsiasi momento è possibile cambiare la propria decisione, presso gli uffici della propria ASL..

 

 

 

 



 

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